Amici di tutto il mondo,
questa settimana vi presento una nuova ospite, che spero in futuro si farà vedere spesso qui sul blog. Si chiama C., ama fare le fotografie, curiosare in giro, ridere e sorridere spesso, fa di continuo allenamenti e gare di nuoto sincronizzato, non sta ferma un minuto… e soprattutto è mia nipote!
Ieri, approfittando di un pomeriggio libero, abbiamo fatto quattro passi nel centro storico, ognuno con la sua macchina fotografica, facendo chiacchiere e scegliendo immagini fra le cose che ci capitavano all’occhio.
Visto che i suoi risultati sono stati decisamente più interessanti dei miei, le ho chiesto di mandarmi una piccola selezione da mettere qui sul blog.
Ognuna di queste immagini racconta una storia, piccola o grande che sia. Lasciatevi trasportare dall’immaginazione e vedrete molto di più di quello che c’è ad una prima occhiata… lasciatevi trasportare…
Cigni e Fontana
Profili storici
Porte in Festa
Colori Primaverili
Porte in Festa II
Prossimamente altre foto, magari a tema e… se siamo fortunati, anche la collaborazione di un’altra nipote che non vede l’ora di mettere mano alla matita ed ai colori per aiutare il blog a crescere…
Mi sembra strano parlare di televisione qui sul blog. Mi sembra strano perché la tv è un mezzo che non mi piace molto. Cioè non mi piacciono i canali consueti che evito come la peste. I canali parabolici, invece, mi interessano molto. Ad esempio Fox o Fox Crime.
Tutto questo per arrivare solamente ad un telefilm che è iniziato da poco. Si chiama Touch, il protagonista è un bambino autistico che non parla. Ma che ha anche un grande potere, quello di vedere il filo rosso che unisce tutte le nostre esistenze. Ed è capace, con l’aiuto del padre, di influenzare le vite degli altri, di far ricombinare la sorte, di pareggiare i conti…
Non voglio fare pubblicità al programma e magari a molti potrebbe non piacere. Oggi, però, c’era una storia davvero intensa. Un musicista di strada del centro america si trova a vendere la sua chitarra. La sua unica passione, la cosa più preziosa della sua vita. L’amico che gliela compra è sorpreso e gli chiede: ‘Cos’è un musicista senza la sua musica?’. Un attimo prima che arrivasse la risposta, io sapevo già quale era: ‘E’ un uomo. E io voglio essere un uomo‘.
Ecco. Sembrerà poco, ma essere uomini (o donne) non è mai così semplice. Quest’episodio (il numero 9 se volete cercarlo) lo spiega davvero bene. Con trasporto, con sentimento, con chiarezza. E spiega bene che alle volte è necessario fare le scelte giuste nei momenti giusti. Anche se è difficile farle. Questo ci rende uomini.
Poi è arrivato il sole ed una domenica a passo d’uomo, cioè tranquilla e lenta con i suoi riti e i suoi momenti di riposo e di allegria. Altri momenti per uscire con la macchina fotografica e per riprendere qualche immagine, qualche momento e qualche volto. Ve li propongo qui sotto, così, tanto pe’ scatta!
Buon lunedì sera e buon martedì a tutti!
Ah, dimenticavo. Come avete notato fra le foto ci sono quelle di un piccolo mercatino medioevale. Arcieri in casacca, damigelle che ballavano tutto il tempo, banchetti con spade, decorazioni, spille, tessuti e molto altro. Un piccolo mercato nel mercato che diventa sempre più grande. Davvero una bella sorpresa, che merita qualche foto in un post tutto suo…. a breve su questi schermi!
Ebbene si, bentornato novembre. La pioggia di questi giorni ha deciso di concentrarsi nel fine settimana ma a me non è dispiaciuto così tanto. Come ho scritto in questo post, camminare sotto la pioggia non mi pesa ed anzi… In definitiva, non avevo grandi programmi per il sabato e la domenica, quindi un bel giro con la macchina fotografica è stato quello che ci voleva.
Ecco qualche immagine presa sotto la pioggia. Turisti, ombrelli, qualche chiacchiera ai tavolini di un bar e un curioso piccione che aveva deciso di ripararsi sotto il porticato del teatro. Pacifico e rilassato.
Questo fine settimana è stato davvero bello e particolare. Un sabato pieno di luce vissuto dall’inizio alla fine. Un progetto video di cui parlerò prossimamente sta prendendo piede dopo tanti ragionamenti, fantasie, discussioni e confronti. Così abbiamo allestito un mini set, cercato di migliorare le luci, adattare l’arredamento e discusso del personaggio e delle riprese.
Poi abbiamo passato il pomeriggio a fare riprese, prove e tentativi e ad essere sinceri il risultato è piuttosto incoraggiante, di sicuro meglio di quanto mi aspettassi. D’altronde l’assistente e la protagonista ce l’hanno messa tutta, uno leggendo riviste e dandosi da fare e l’altra interpretando il personaggio nel modo migliore.
Poi la sera una pizza veloce e uno spettacolo al cinema (tanto per non perdere il ritmo) a vedere ‘The Raven’ con uno stupendo John Cusack nei panni di Edgar Allan Poe.
Passiamo alla domenica. Pranzo a Norcia, in uno dei migliori ristoranti della zona: Beccofino. E’ inutile parlare dell’ottimo pranzo, se ci siete stati sapete di cosa sto parlando, se ancora non ci avete messo piede, fateci un salto il prima possibile. Difficile descrivere lo sformatino di patate e tartufo o la millefoglie alle fragole, o il pollo fritto con le gelatine di pomodoro e tutti gli altri piatti. Poi una bella passeggiata sul corso, una sosta nel convento di San Benedetto ed un breve giro per negozi dove fare scorta, fra le altre cose, di cioccolato fondente alle nocciole (se date un’occhiata ai post delle scorse settimane capirete perché).
Infine il tardo pomeriggio in casa a guardare qualche bel film, spizzicare ancora un po’ di pane e salame, qualche frutto comprato da un contadino al mercato.
E tutto questo in compagnia delle persone a cui vuoi bene.
Ci sarebbero ancora decine di piccole e grandi cose da raccontare come il sole che ci ha accompagnato il sabato e la domenica, le telefonate di un’amica per dei consigli culinari, i messaggi di un’altra amica per un progetto di Pasquetta, i discorsi e le sensazioni, le cose dette e quelle non dette, la musica, la macchina che va, le riflessioni davanti ad un film intenso anche se un po’ lento e le risate davanti ad un altro film bello e sognatore. Poi la sensazione, bella e forte, di tranquillità. Quella che raramente arriva la domenica pomeriggio.
Così è stato il mio fine settimana. Spero che il vostro sia stato, se possibile, anche migliore. Vi va di raccontarlo?
Io intanto vi propongo una canzone nuova, magari l’avete sentita in radio. Sono gli Island, un gruppo canadese. E il loro singolo si intitola ‘Hallways‘.
Ecco a voi il post di fotografie (sta diventando un’abitudine, vero?). Dopo un paio di lauree non può mancare una grande doppia festa. Con cibo, canti, bevute, regali, prove da superare e tanti amici (anche venuti da lontano) per divertirsi.
Ecco qualche immagine di una domenica passata allegramente in una casa di montagna, benedetta da un sole che non ci aspettavamo (le previsioni davano pioggia, tempesta e tornado) e da cibo in quantità (fare merenda con la polenta riscaldata del pranzo appena finito e dell’ottimo tiramisù non ha davvero prezzo).
Un sabato pieno di luci e colori non può che portare allegria. E questo sabato è stato davvero bello.
Prima di tutto (per importanza) la festa di compleanno di un grande amico alla quale ho potuto rivedere tanti amici che da tempo non incontravo, con conseguenza di risate, buon vino e tantissimi ricordi. E’ stato davvero un bel tornare indietro nel tempo e per un amante della nostalgia come me, un momento prezioso. Da cui sono scaturite promesse di visite e cene insieme e credo proprio che non ci lasceremo scappare l’occasione.
Se invece vogliamo cominciare la giornata in senso cronologico … è stato bello alzarsi un po’ prima per camminare fra i banchi del mercato contadino, scambiare quattro chiacchiere e fare qualche foto. Poi di corsa a prendere il pane caldo e girare per i negozi dove ormai ascolto i suggerimenti di tutti per preparare dei piatti genuini e squisiti. Infine un giro, sempre con la macchina fotografica a tracolla per affrontare un tema specifico. Le scarpe.
Cerco di spiegarmi meglio. Sabato c’erano quasi 20 gradi, il sole scaldava i corpi, nemmeno una nuvola all’orizzonte. Come una perfetta prima giornata di primavera. Ed ho pensato che chiunque fosse uscito per una passeggiata avrebbe sfoggiato qualcosa di nuovo. Come la muta dei cani (senza nessuna offesa per uomini o animali), era il momento per festeggiare la Vita.
Così, facendo quattro chiacchiere, mi sono seduto su un muretto di travertino a guardare la gente passare (cfr. sitting on the dock of the bay, nella versione di Otis Redding) e con questo feeling ho scattato e scartato, scattato e scartato, rimanendo solamente con le immagini che più mi sembrano consone. Ragazzi che tornano da scuola, donne che sfoggiano pantaloni e fisici nuovi passati indenni dalle feste di carnevale, papà con le carrozzine dei bambini, coppie con il cane, anziani con nipoti e la mia preferita: l’uomo con la valigia (si perché un viaggio ci sta sempre bene).
Ma ogni scatto, ha sempre dentro di se una storia da raccontare, diversa per ognuno di noi.
Ecco il mio fine settimana. E il vostro come è stato?
Poche regole per una domenica felice: amici, neve, uno slittino, qualche bob, qualche busta di plastica per scivolare. Aggiungere una pista quasi ghiacciata, un pranzo con finale di pandoro flambé. Necessario ma non indispensabile un’attrezzatura (piumino, guanti, cappello, pantaloni etc. etc.) per evitare di avere la febbre per la settimana successiva.
Mescolare accuratamente e svicolare lungo la pista per tutta la giornata fino allo sfinimento.
Perché la neve, oltre ai tanti pregi e alcuni difetti, ha la forza di farti tornare bambino, sprigionare bei ricordi dell’infanzia, farti perdere tante inibizioni. La neve può farti giocare per le strade della città ma anche scivolare lungo un pendio in competizione con tutti gli altri urlando e spintonandoti, finendo sempre con il ridere prendendo in giro chi è arrivato primo o chi è arrivato ultimo, chi si è arenato su un dosso o chi si è scontrato con gli altri. Insomma una giornata bellissima da ricordare!
Grazie a tutti e grazie a questa ondata di neve! *
preparazione delle squadre
il primo start
snowboard
l’angelo della neve
partiti
in gara
la curva difficile
sfida al femminile
nuovamente ai blocchi di partenza
*lo so, ci sono stati moltissimi disagi con quest’ondata dalla Siberia, ma volete mettere un pomeriggio di questo genere?
Nevica in tutta Italia ed anche qui da noi. Sinceramente erano anni che non ricordavo un panorama di questo genere in città.
Così, festeggiando gli anni di un amico ne abbiamo approfittato per girare il centro giocando con le palle di neve e molto altro. Ed ecco un breve, silenzioso reportage…
E questo significa che oggi è il giorno della Candelora. Un giorno importante, sia per la natura che per la religione. Può essere la fine dell’inverno (se piove o nevica), o il segno che il freddo durerà più a lungo del previsto, fino a marzo inoltrato.
Beh, a quanto pare nevica in tutta Italia ed è buon segno.
Ma la Candelora è un’usanza antica, che ci collega a quando l’uomo seguiva con attenzione i ritmi della natura. La Candelora e l’equivalente romano dei Lupercali erano date utili a ricordarci che il periodo peggiore stava finendo, che presto sarebbe tornato il caldo e la terra avrebbe portato nuovi frutti. Questo rappresentava la differenza fra la vita e la morte. Oggi abbiamo case calde, la neve non fa crollare i tetti, il mercato ha sempre frutta e verdura.
Ma la Candelora può ugualmente essere un nuovo inizio, un momento di passaggio e un cambiamento. Per questo oggi ho dedicato del tempo alle mie passioni. Ho ripreso un quaderno che non vedevo da tempo ed ho ricominciato a scrivere. Non sono un bravo scrittore, ma ho le idee e degli ottimi critici. Se ne potrà sempre trarre qualcosa di interessante se non addirittura bello. Così, con la neve che cade lenta, inizia una nuova stagione. Potreste immaginare un inizio migliore?
E domani, lavoro permettendo, vorrei proprio uscire per fare qualche scatto, vedere qualche sorriso, respirare aria fredda e fare qualche bel pensiero.
Ricordate, il week end è dietro l’angolo, non perdete queste buone occasioni!