strade e cicatrici

strada di montagna

La vita a volte è strana. Ti prende, ti porta per strade che non immaginavi esistessero. Era fuori dell’immaginario anche solo l’idea di percorrerle. Strade in salita o in discesa, belle o brutte, luminose o scure. La strada è sempre stata un’immagine affascinante. Lunga o corta che sia, ho sempre un’attrazione e la voglia di percorrerla. Ma non sempre sono sicuro delle scelte che ho fatto.

Ma stasera voglio parlare delle strade strane, quelle che non immaginavi di percorrere mai. Pensateci bene. E’ capitato a tutti. Ti trovi all’improvviso catapultato in qualcosa e non sai nemmeno come ci sei arrivato. A me capita di continuo.
Anni fa mi ritrovai in un albergo a Santa Barbara in una camera invasa da odore di cannella e da quel giorno odio quella spezia. Ho ricordo di stare steso su di un campo di grano con una piccola serpe che passava a pochi centimetri da me, pietrificato.
Ricordo una cena davvero strana e imbarazzante a Roma in compagnia di persone sconosciute di cui non ricordo i visi, ma solo le risate stridule e il pessimo gusto del cibo. Oppure quella volta che mi trovai nel mezzo di una serata/trappola di vendite con il sistema piramidale (quelle, per intenderci, in cui il capo diventa miliardario e tu lavori gratuitamente). Ma li, come c’ero finito?
Non ricordo nemmeno come sono finito su una terrificante giostra di Mirabilandia con lo stomaco sottosopra e la faccia bianca come la carta.
Ma, in fondo, tutte queste deviazioni dalla strada, la rendono più lunga e, spesso, più interessante. Come quelle piccole cicatrici del tuo corpo o della tua anima che ti porti dietro con un po’ di orgoglio e quando le scopri, quando le fai vedere, devi essere sicuro che chi le vede le possa capire, ed apprezzare. Sfiorandole con delicatezza e comprendendone tutto il significato.

Il tramonto del primo giorno di dicembre

Ebbene si, amici, eccomi ancora qui per il terzo post in soli due giorni. Vi consiglio di centellinarli e leggerli un po’ alla volta, non capiterà una tale abbondanza così spesso…. :)

In ogni caso oggi non potevo proprio farne a meno visto che ieri con un raro colpo di fortuna sono riuscito ad avventurarmi con la macchina fotografica al momento giusto e al posto giusto. E sono uscite delle fotografie davvero carine (anche se non spetterebbe a me dirlo). Quindi ecco a voi una piccola raccolta di immagini e nessun altra parola se non… buona domenica!

sabato di pioggia.

Ebbene si, bentornato novembre. La pioggia di questi giorni ha deciso di concentrarsi nel fine settimana ma a me non è dispiaciuto così tanto. Come ho scritto in questo post, camminare sotto la pioggia non mi pesa ed anzi… In definitiva, non avevo grandi programmi per il sabato e la domenica, quindi un bel giro con la macchina fotografica è stato quello che ci voleva.

Ecco qualche immagine presa sotto la pioggia. Turisti, ombrelli, qualche chiacchiera ai tavolini di un bar e un curioso piccione che aveva deciso di ripararsi sotto il porticato del teatro. Pacifico e rilassato.

E il vostro fine settimana come è stato?

sabato di fotografie (parte II di II)

Ed eccoci pronti per il secondo post di fotografie. Il primo lo trovate facilmente qui con tutte le spiegazioni necessarie.

Con chi l’ha già letto ci buttiamo direttamente sui temi e sulle foto.

Il tema successivo è stato il mio: ‘lo sbrocco‘ cioè quel momento in cui non sopporti le cose intorno a te e invece di ingurgitare un altro boccone amaro preferisci urlare e fare qualcosa di ribelle: uno sbrocco insomma. E’ una sensazione che sento saltuariamente e che solitamente mi da la carica per ricominciare da dove ero rimasto, ma facendo le cose meglio. Ed ecco cosa abbiamo prodotto…

lo sbrocco: osservate bene Gianfe sulla desta, è sua l'espressione più calzante di tutti

Poi è arrivato un tema più complesso: ‘Quello che possiamo fare, quello che non possiamo fare e tutto quello che c’è in mezzo’. Si perché spesso sento dire che ci sono cose che possiamo fare ed altre no. E non parlo di regole o leggi che ce lo impediscono, ma di voglia di fare le cose. Siamo già tanto limitati dalla società che non vedo il motivo di autolimitarsi, di essere pigri e di non voler progettare solo per rimanere comodi. Possiamo sognare e se possiamo sognare, allora possiamo fare. E’ vero, è una frase buona per una pubblicità o un cioccolatino, ma se non ci proviamo, non sapremo mai se saremo capaci di realizzare i nostri desideri. Possiamo sorridere piuttosto che essere tristi, possiamo aiutare piuttosto che guardare, possiamo fare piuttosto che criticare. Ed ecco la rappresentazione in foto…

ciò che riusciamo a fare, ciò che non riusciamo a fare e ciò che sta in mezzo

Il tema era capitato ad E. Ciò che sta in mezzo (a parere mio) siamo semplicemente noi con i nostri dubbi e le nostre paure… che possiamo imparare a vincere.

Ed ecco l’ultimo biglietto. Lo ha pescato Troppicolori e gli chiedeva quale fosse il suo libro preferito. L’artista del gruppo si è proiettata immediatamente in Kitchen di Banana Yoshimoto in cui la protagonista dorme in una cucina per un un po’ di tempo, quindi….

Il mio libro preferito: Kitchen

Come in un sogno la realtà si mescola con la fantasia e la vita di tutti i giorni si uniscono ai desideri…. Ecco cosa può uscire da un libro e da una storia ben raccontata.

Ora siamo alla fine della storia. Domenica sera, tanto per concludere un bel weekend, ci siamo immersi in una lunga discussione profonda ed insieme enormemente vasta. La coinquilina E ad un certo punto espresso il suo pensiero più o meno in questo modo: ‘allora mettiti lungo ed aspetta la morte’. Si parlava dell’impossibilità di fare scelte giuste in senso assoluto e di rimanere quindi in uno stato di indecisione. Il caso ha voluto che in questi giorni io sia andato in fissa con una canzone (mi capita sempre con qualcosa di nuovo) che ascolto anche ora mentre scrivo. Si tratta di That’s Life di Frank Sinatra. Non è certo una hit recente. Resta il fatto che l’ultima strofa recita: i’m gonna roll myself up in a big ball and die…

Credete nelle coincidenze? Io non molto. Fatto sta che è una bella canzone e se volete vedere il video, eccolo qui sotto

A questo punto non rimane che chiedervi se l’idea delle foto vi è piaciuta e soprattutto se avete idee per migliorarla o temi da proporre, magari il prossimo stage lo faremo con più tempo e temi differenti dai nostri soliti…

Inoltre… buon mercoledì a tutti!

5 novembre

 

A chi il 5 di novembre non dice proprio nulla, fornisco un piccolo aiutino:

Ricorda, ricorda

il cinque novembre,

polvere da sparo, tradimento e complotto.

Non vedo alcuna ragione

per cui la Congiura delle Polveri

dovrebbe mai essere dimenticata!’

Oppure nella sua versione originale:

Remember, remember,

the fifth of november,

gunpowder, treason and plot.

I see no reason

why Gunpowder treason

should ever be forgot!’

E dopo il doveroso omaggio a Guy Fawkes, ecco una foto della mia rivoluzione personale di questa giornata:

verdura fresca dal mercato

Questa è la spesa per la cena di questa sera. La carne sarà pochissima (solo un po’ di tacchino per chi non può farne proprio a meno), il resto sarà solamente verdura e tanta allegria. E chissà che, parlando del 5 novembre, non ci venga qualche idea rivoluzionaria proprio durante la cena!*

E voi come passate il 5 novembre?

*il buon vino ci fa spesso questo effetto!

poche regole per un buon fine settimana

Per la prima volta da un bel po’ di tempo credo di avere il fine settimana libero da impegni e lavoro, quindi … ecco una lista di buoni propositi per i prossimi due giorni:

1. svegliarsi presto per andare a correre (fatto)

2. fare spesa al mercato dei contadini (fatto)

3. fare colazione con cose che mi piacciono (tutte a base di cioccolato)

4. cercare di svegliare la mia coinquilina prima che perda tutta la giornata al letto (impossibile)

5. pulire tutta la casa da cima a fondo

6. passare il tempo con gli amici

7. organizzare una cena da leccarsi i baffi

8. andare a mangiare in un ristorante stupendo, di proprietà di un amico, in un posto bellissimo (Beccofino stiamo arrivando!)

9. uscire con la macchina fotografica per immortalare quello che vedo, cercando magari di ricavarne un senso

10. sentire gli odori della città e della montagna

11. ridere a crepapelle

12. indossare qualcosa che mi piace e mettere un profumo speciale

13. lasciare per un paio di giorni le liste da parte e fare le cose come capitano

14. riprendere a leggere il libro che avevo lasciato indietro e spegnere la tv

15. ascoltare più musica

16. rivedere alcuni post del blog che sono in fase di rielaborazione

E qual è il programma per il vostro fine settimana?

colazione del sabato mattina