La vita a volte è strana. Ti prende, ti porta per strade che non immaginavi esistessero. Era fuori dell’immaginario anche solo l’idea di percorrerle. Strade in salita o in discesa, belle o brutte, luminose o scure. La strada è sempre stata un’immagine affascinante. Lunga o corta che sia, ho sempre un’attrazione e la voglia di percorrerla. Ma non sempre sono sicuro delle scelte che ho fatto.
Ma stasera voglio parlare delle strade strane, quelle che non immaginavi di percorrere mai. Pensateci bene. E’ capitato a tutti. Ti trovi all’improvviso catapultato in qualcosa e non sai nemmeno come ci sei arrivato. A me capita di continuo.
Anni fa mi ritrovai in un albergo a Santa Barbara in una camera invasa da odore di cannella e da quel giorno odio quella spezia. Ho ricordo di stare steso su di un campo di grano con una piccola serpe che passava a pochi centimetri da me, pietrificato.
Ricordo una cena davvero strana e imbarazzante a Roma in compagnia di persone sconosciute di cui non ricordo i visi, ma solo le risate stridule e il pessimo gusto del cibo. Oppure quella volta che mi trovai nel mezzo di una serata/trappola di vendite con il sistema piramidale (quelle, per intenderci, in cui il capo diventa miliardario e tu lavori gratuitamente). Ma li, come c’ero finito?
Non ricordo nemmeno come sono finito su una terrificante giostra di Mirabilandia con lo stomaco sottosopra e la faccia bianca come la carta.
Ma, in fondo, tutte queste deviazioni dalla strada, la rendono più lunga e, spesso, più interessante. Come quelle piccole cicatrici del tuo corpo o della tua anima che ti porti dietro con un po’ di orgoglio e quando le scopri, quando le fai vedere, devi essere sicuro che chi le vede le possa capire, ed apprezzare. Sfiorandole con delicatezza e comprendendone tutto il significato.





















