camminando in compagnia

Amici di tutto il mondo,
questa settimana vi presento una nuova ospite, che spero in futuro si farà vedere spesso qui sul blog. Si chiama C., ama fare le fotografie, curiosare in giro, ridere e sorridere spesso, fa di continuo allenamenti e gare di nuoto sincronizzato, non sta ferma un minuto… e soprattutto è mia nipote!

Ieri, approfittando di un pomeriggio libero, abbiamo fatto quattro passi nel centro storico, ognuno con la sua macchina fotografica, facendo chiacchiere e scegliendo immagini fra le cose che ci capitavano all’occhio.

Visto che i suoi risultati sono stati decisamente più interessanti dei miei, le ho chiesto di mandarmi una piccola selezione da mettere qui sul blog.

Ognuna di queste immagini racconta una storia, piccola o grande che sia. Lasciatevi trasportare dall’immaginazione e vedrete molto di più di quello che c’è ad una prima occhiata… lasciatevi trasportare…

Prossimamente altre foto, magari a tema e… se siamo fortunati, anche la collaborazione di un’altra nipote che non vede l’ora di mettere mano alla matita ed ai colori per aiutare il blog a crescere…

noi italiani

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Così, mentre il giorno finisce, mi capita di vedere in televisione ‘To Rome with Love’ e mi accorgo che la carriera di Woody Allen si è ulteriormente arenata in una storia deludente che altro non è se una macchietta di noi italiani ancora dipinti come nelle commedie degli anni ’50, quando eravamo giovani ed ingenui. E nell’immaginario di alcuni siamo rimasti ancora lì con i nostri difetti, il nostro machismo e la nostra imbranataggine. Allen lo descrive in modo pietoso con il cantante lirico intonato solamente sotto la doccia, il figlio filocomunista, la coppia di sposini che si abbandona alle tentazioni e una Città Eterna dipinta con colori irreali, senza problemi e piena di nullafacenti (per non parlare del vigile urbano nella funzione di narratore). Persino Woody, che solitamente si dipinge addosso personaggi che gli calzano a pennello, sembra fuori luogo.

Tutto questo mi ha fatto venire in mente una domanda: come ci vedono dall’estero? Questa forma di pupazzi rimasti a cinquant’anni fa, un po’ poetici e un po’ cialtroni? O peggio? O meglio?
Io mi sento italiano. Ma non assomiglio a nessuno di questi personaggi. Sono vivo, mi sento vivo. E questo non è niente male. Soprattutto per essere un mercoledì sera ;)

vicino alla primavera

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La primavera si sta avvicinando. E’ vero in questi giorni non si è annunciata per niente. Pioggia e poi vento e poi freddo polare… ma provate a sentirla dentro di voi… Lei sta arrivando. O meglio sta tornando. E con lei tutte le gioie. Sta tornando per un po’ di tempo e non sappiamo quanto. Magari solo un giorno o solamente una settimana o molto più tempo. Ma saranno giorni in cui gli odori saranno più intensi, gli sguardi più allegri, i sorrisi più facili. Un aperitivo al bar con gli amici o le solite chiacchiere dopo cena saranno più brillanti, i sogni più lucenti e i progetti più a portata di mano. Perché Lei, la Primavera, è così: è sfavillante, piena di vita e di calore, piena di voglie che trasmette agli altri. E quando c’è Lei, tutte le cose sono più semplici.
Ormai l’inverno è passato e nulla può negare questa grande verità.

Così…. buona Primavera a tutti!

Ps. Oggi è la festa del Papà… Tanti auguri a tutti i Papà e, se volete leggere un post davvero bello che potrete dedicare alle persone speciali della vostra vita di figli, andate qui

tris di foto per iniziare bene la settimana

E’ domenica sera e c’è giusto il tempo per scrivere qualcosa prima di andare a dormire… Volevo raccontarvi qualcosa ma non so bene cosa, così mi affiderò a delle immagini, tanto per darmi un aiuto.

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La prima è questa, ricavata su un vecchio ricordo di alcuni anni fa. Un viaggio in Irlanda, poi ripetuto. Perché ci sono luoghi che ti segnano dentro. In cui vorresti ritornare più volte che puoi perché ogni singolo ricordo di quei giorni e di quelle vacanze ti sono dentro in modo indelebile. La gentilezza delle persone, la bellezza dei paesaggi, la forza dei luoghi e delle tradizioni. Una birra bevuta in un pub chiassoso e festante, le canzoni dei ragazzi che suonano all’aperto, un panino al salmone, un tramonto sull’oceano che non dimenticherai mai, visto su una scogliera a picco su una piccola baia dove rientravano piccole imbarcazioni sbuffanti dopo una giornata di pesca in mare aperto. I prati verdi come lo smeraldo, i sorrisi degli abitanti con uno strano accento inglese.

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La seconda è questa. Il ricordo degli anni universitari nella capitale fra i monumenti, gli amici, gli studi e quei giorni così belli nella memoria quanto difficili nell’affrontarli. La possibilità di vivere dei momenti intensi e indimenticabili, condividerli con gli amici, ricordarli con un’allegria ogni volta nuova. E quell’aria di storia e di vita che solo la città eterna può avere.

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Infine una foto scattata di recente. Una giornata di sole, la macchina fotografica e qualche timido tentativo per iniziare a maneggiarla con cura maggiore e un po’ più di tempo che un semplice scatto di corsa. I primi passi che spero mi porteranno sempre più lontano. Si perché la fotografia può essere un bel divertimento ma soprattutto un piacere che ha indubbiamente qualcosa di affascinante e di artistico.

Buon lunedì miei cari, che sia una giornata sfolgorante!

prove di scatto

Scusate il disguido, ieri avevo pubblicato un post con qualche foto scattata di recente… ma stamattina ho preso un po’ di tempo per lavorare sulle foto e cercare di fare un collage. Sono ai primi passi ed il lavoro è piuttosto semplice, ma spero vi piaccia.
Ecco a voi le foto ‘rimasterizzate’.
Noterete che ho aggiunto una firma su ogni foto. Beh, di questa ringrazio sentitamente ‘troppicolori’ per averla pensata e creata. Da adesso in poi la metterò su ogni foto. Almeno fino a quando non ce ne sarà una nuova.

buona domenica a tutti!

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serata

Ecco, questa sera mi rilasso un po’ e me la godo. Le ossa scricchiolano ancora per il lavoro e la palestra, la pancia è piena di pasta e non manca altro che un bel film. Cioè, non so se sarà un bel film, ma lo vedremo. Stasera preparazione al cinema: Django, la pellicola quella vecchia ed originale di Corbucci che Tarantino ha rivisto e riportato al cinema in questi giorni. Così prima di vedere l’ultimo, mi vedo il primo. In compagnia di un altro cinefilo un po’ pazzoide come me.

E se vi state chiedendo che fine abbia fatto, fate bene. Ma non preoccupatevi. Ho intenzione di fare alcuni cambiamenti alla veste grafica del blog, aggiungere qualcosa e togliere qualcos’altro. E magari inserire qualche rubrica. Insomma qualcosa bolle in pentola. E vorrei aggiungere link ad altri blog che ho trovato di recente e che mi sono piaciuti eppoi…. eppoi ancora molte cose. Magari un po’ alla volta, in vista della primavera ma ancora al caldo delle case invernali, vedrete il blog crescere e cambiare…

buona serata a voi!

le piante

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Avete mai fatto caso alle piante? Non parlo delle piccole o grandi piante da appartamento, quelle belle e rigogliose se avete un pollice verde o secche e striminzite se avete un pollice nero come il mio. Parlo di quelle grandi, che vivono selvaggiamente nei boschi o ordinate lungo i viali delle città. Insomma quelle con qualche decina di anni alle spalle, magari pure un centinaio.
Ecco, ne ho osservate alcune un po’ di tempo fa e mi sono stupito come un bambino. Perché le piante si contorcono, si piegano, si abbassano, si infoltiscono, ma sempre lì rimangono. Magari ci sono altre piante che gli danno fastidio e per questo alcuni rami si seccano, altri si piegano, altri rimangono piccoli e oscuri mentre dall’altro lato è tutto un germogliare. Oppure è il sole che li spinge in qualche direzione alla ricerca della luce. Od ancora nascono in un luogo impervio e le radici non trovano abbastanza cibo ed acqua da farle crescere ma loro no, cocciute, rimangono nane ma vivono per secoli.
In definitiva non si è mai sentito di un albero che abbia preso le sue radici e si sia spostato. Quindi deduco che è nella natura dell’albero rimanere al suo posto, come … come un albero.

Per questo mi affascinano gli alberi, e mi stupiscono. Perché hanno la costanza di rimanere lì, accada quel che deve accadere.

Dal natale

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Del natale passato non ne ho parlato, probabilmente perché ero intento a cercare il modo migliore per viverlo. In famiglia, con gli amici, in una chiesa.
Così è passato velocemente e forse anche voracemente. In ogni caso troppo in fretta. Troppo in fretta per tornare nuovamente ai vecchi ritmi, al lavoro, agli impegni ed ai momenti sempre veloci, troppo veloci.
Tanto per fermare quegli istanti, vi propongo quattro foto, a modo loro natalizie. In attesa dei propositi per il nuovo anno, la voglia di realizzare progetti, di trovare un ritmo, di tornare al relax.
Buon anno (in ovvio ritardo) a tutti!

saggezza di notte

‘L’acqua che non scorre fa pantano’. Stasera mi sento così, pieno di saggezza e di idiozia. Contemporaneamente. Però questo vecchio detto, come tutti quelli del genere, hanno sempre un po’ di saggezza al loro interno.

L’acqua che scorre nei fiumi di montagna è cristallina, fresca, qualche volta fredda. Puoi berla se capiti vicino ad una fontana o se sei più audace anche direttamente dal fiume. Ti gela le mani, ti rinfresca il palato, odora di fresco e di pulito.

L’acqua che ristagna nelle pozzanghere è scura, immobile, spesso puzzolente e sembra triste. Raccoglie animaletti poco raccomandabili che si muovono nell’oscurità. Non puoi rinfrescarti con quell’acqua e di sicuro non potrai berla.

Così, ho sempre pensato che sia meglio scorrere che rimanere impantanati.

E buonanotte a tutti.

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