Giocando a nascondino

Buongiorno a tutti, vi sono mancato? In questi giorni di ponte sono stato un po’ preso e non ho trovato il tempo di condividere qualcosa qui sul blog. Ma non perdiamo tempo… per prima cosa voglio raccontarvi quello che accadde quella giornata in cui tornammo tutti un po’ bambini….

 

Il 25 aprile è passato in allegria. Una giornata di aprile come ce ne sono state poche in questo mese. Assolata, calda, piena di amici. Una casa in montagna, una scorta di cose da mangiare che avrebbe sfamato una caserma, birra e buon vino, chiacchiere spensierate, battute e qualche fotografia. Ma soprattutto un gioco che non facevamo da tanti anni: NASCONDINO!

Come molti di voi, questo era il mio gioco preferito quando era bambino. Sia perché era semplice e si poteva giocare in ogni posto, sia perché richiedeva un pizzico di abilità in più, sia perché si giocava in tanti ed era un momento di allegria che durava a lungo.

Beh, dopo il pranzo luculliano ci siamo guardati negli occhi ed abbiamo deciso di tornare bambini tutti insieme. Non c’è stato bisogno nemmeno di fare la conta per decidere i primi due che si sarebbero cecati,  è iniziato subito tutto! Ed ecco per voi qualche foto di questi momenti così goliardici!

E voi quando avete giocato per l’ultima volta a nascondino?

Quando una serata ti cambia l’umore

Mercoledì era proprio una giornata no. Lo avevate capito dall’ultimo post, vero? E comunque grazie mille a tutti voi che mi avete risposto ed incitato, tirandomi su di morale!

Ma la vera sorpresa c’è stata mercoledì sera, poco dopo aver scritto qui sul blog quelle poche righe piuttosto pessimistiche. E come in risposta alla mia richiesta di aiuto, c’è stata una cena (rimandata per qualche settimana perché le date non coincidevano mai) con un vecchio amico (la persona che conosco da più tempo a dirla tutta e con cui non mi incontravo ormai da tanto, troppo tempo) e la sua fidanzata e futura moglie.

Una cena ricordando i vecchi tempi, le tante avventure comiche condivise nel corso degli anni a scuola, poi al liceo ed infine anche all’università. Una momento per ricordare tante, tantissime cose, per ridere di quello che abbiamo combinato, per aggiornarsi su tutto quello che è successo nel frattempo.

E fra aneddoti e notizie sulla casa che vanno preparando assieme, sul vestito della sposa, sugli amici comuni e sulla loro vita… alla fine è arrivata una domanda che non mi aspettavo e che mi ha spiazzato ed emozionato così positivamente da ribaltare in pieno tutto il malumore accumulato nei giorni precedenti. E quindi, ecco l’annuncio: si, sarò il testimone dello sposo!!!

Che emozione ragazzi! Prima di tutto ringrazio P. e D. per il grande onore che mi hanno fatto con questa richiesta e subito il mio pensiero è andato ai prossimi mesi. Come aiutare lo sposo a scegliere il vestito giusto, come aiutare (dovesse servire) nei preparativi, come prepararsi all’evento, come … insomma ci sono decine di cose a cui pensare!

E, infine… come mi vestirò? Sono indeciso se cercare un completo in stile John Belushi ne ‘The Blues Brothers’ o se vestirmi come Neo in ‘Matrix’ o se optare ad un più semplice Drugo ne ‘Il grande Lebowski’. Voi che ne dite?

ulteriori indizi per un bel fine settimana

Questo fine settimana è stato davvero bello e particolare. Un sabato pieno di luce vissuto dall’inizio alla fine. Un progetto video di cui parlerò prossimamente sta prendendo piede dopo tanti ragionamenti, fantasie, discussioni e confronti. Così abbiamo allestito un mini set, cercato di migliorare le luci, adattare l’arredamento e discusso del personaggio e delle riprese.

Poi abbiamo passato il pomeriggio a fare riprese, prove e tentativi e ad essere sinceri il risultato è piuttosto incoraggiante, di sicuro meglio di quanto mi aspettassi. D’altronde l’assistente e la protagonista ce l’hanno messa tutta, uno leggendo riviste e dandosi da fare e l’altra interpretando il personaggio nel modo migliore.

Poi la sera una pizza veloce e uno spettacolo al cinema (tanto per non perdere il ritmo) a vedere ‘The Raven’ con uno stupendo John Cusack nei panni di Edgar Allan Poe.

Passiamo alla domenica. Pranzo a Norcia, in uno dei migliori ristoranti della zona: Beccofino. E’ inutile parlare dell’ottimo pranzo, se ci siete stati sapete di cosa sto parlando, se ancora non ci avete messo piede, fateci un salto il prima possibile. Difficile descrivere lo sformatino di patate e tartufo o la millefoglie alle fragole, o il pollo fritto con le gelatine di pomodoro e tutti gli altri piatti. Poi una bella passeggiata sul corso, una sosta nel convento di San Benedetto ed un breve giro per negozi dove fare scorta, fra le altre cose, di cioccolato fondente alle nocciole (se date un’occhiata ai post delle scorse settimane capirete perché).

Infine il tardo pomeriggio in casa a guardare qualche bel film, spizzicare ancora un po’ di pane e salame, qualche frutto comprato da un contadino al mercato.

E tutto questo in compagnia delle persone a cui vuoi bene.

Ci sarebbero ancora decine di piccole e grandi cose da raccontare come il sole che ci ha accompagnato il sabato e la domenica, le telefonate di un’amica per dei consigli culinari, i messaggi di un’altra amica per un progetto di Pasquetta, i discorsi e le sensazioni, le cose dette e quelle non dette, la musica, la macchina che va, le riflessioni davanti ad un film intenso anche se un po’ lento e le risate davanti ad un altro film bello e sognatore. Poi la sensazione, bella e forte, di tranquillità. Quella che raramente arriva la domenica pomeriggio.

Così è stato il mio fine settimana. Spero che il vostro sia stato, se possibile, anche migliore. Vi va di raccontarlo?

Io intanto vi propongo una canzone nuova, magari l’avete sentita in radio. Sono gli Island, un gruppo canadese. E il loro singolo si intitola ‘Hallways‘.

Ed ovviamente… buon lunedì!

feste di laurea

Ecco a voi il post di fotografie (sta diventando un’abitudine, vero?). Dopo un paio di lauree non può mancare una grande doppia festa. Con cibo, canti, bevute, regali, prove da superare e tanti amici (anche venuti da lontano) per divertirsi.

Ecco  qualche immagine di una domenica passata allegramente in una casa di montagna, benedetta da un sole che non ci aspettavamo (le previsioni davano pioggia, tempesta e tornado) e da cibo in quantità (fare merenda con la polenta riscaldata del pranzo appena finito e dell’ottimo tiramisù non ha davvero prezzo).

E la vostra domenica come è stata?

dubbi serali

Ecco alcuni dubbi serali:

1. perché non c’è mai abbastanza tempo per fare tutte le cose che si dovrebbe e soprattutto quelle che si vorrebbero fare?

2. perché è così bello riuscire a progettare un viaggio per andare a rivedere degli amici che non si vedono da tanto?

3. perché la cioccolata amara con le nocciole è così buona?

4. perché riuscire a tenere le cose in ordine è così difficile?

5. perché si ricordano bene i sogni della mattina appena prima di svegliarsi come se fossero veri?

Ecco, questi sono i miei dubbi del lunedì sera. Segno tangibile che è ora di andare a dormire. Che domani sarà una giornata speciale.

Buonanotte a tutti.

poche parole e tante foto: N.E.V.E. 2

Poche regole per una domenica felice: amici, neve, uno slittino, qualche bob, qualche busta di plastica per scivolare. Aggiungere una pista quasi ghiacciata, un pranzo con finale di pandoro flambé. Necessario ma non indispensabile un’attrezzatura (piumino, guanti, cappello, pantaloni etc. etc.) per evitare di avere la febbre per la settimana successiva.

Mescolare accuratamente e svicolare lungo la pista per tutta la giornata fino allo sfinimento.

Perché la neve, oltre ai tanti pregi e alcuni difetti, ha la forza di farti tornare bambino, sprigionare bei ricordi dell’infanzia, farti perdere tante inibizioni. La neve può farti giocare per le strade della città ma anche scivolare lungo un pendio in competizione con tutti gli altri urlando e spintonandoti, finendo sempre con il ridere prendendo in giro chi è arrivato primo o chi è arrivato ultimo, chi si è arenato su un dosso o chi si è scontrato con gli altri. Insomma una giornata bellissima da ricordare!

Grazie a tutti e grazie a questa ondata di neve! *

*lo so, ci sono stati moltissimi disagi con quest’ondata dalla Siberia, ma volete mettere un pomeriggio di questo genere?

Nuvole e sereno

nuvole di montagna

Perdo tempo. E’ vero, spesso perdo del tempo. Perdo tempo con cose banali, poco importanti se non secondarie o dannose. Perdo tempo nel traffico, in discussioni inutili, guardando in tv trasmissioni pessime, perdo tempo immobile a fare nulla. Perdo tempo su internet, a ragionare su cose banali, perdo tempo a girare in tondo senza costrutto.

Perdo tempo in continuazione.

Ieri ho parlato al telefono con un’amica molto importante e mi ha ricordato che tutto il tempo che oggi ci sembra infinito, un giorno potrebbe non esserci più. Potremmo perdere quell’ultimo treno, quell’occasione che non tornerà, quell’attimo che continuerà a fuggire. La sua voce era calma, chiara e serena.

E mi ha fatto pensare molto.

Così per questa settimana ho deciso di non perdere tempo o almeno di perderne meno. Scrivere quella lettera, incontrare quell’amico, finire quel compito e quel lavoro. Prendere quella decisione, andare a trovare quella persona. Aiutare chi mi sta intorno. Pensare un po’ di più, scrivere  quel progetto che avevo in sospeso. Insomma smettere di perdere tempo. Qualche piccolo risultato già si vede ed è bello. Come sentirsi più vivi, come svegliarsi il mattino presto in montagna e osservare le nuvole all’orizzonte, sperando in una giornata assolata e fresca.

E voi perdete tempo? Oppure riuscite a fare le cose davvero importanti?

metti una sera a cena con un saggio

Se è vero che le serate davanti alla tv possono sembrare (o essere) tutte uguali, quelle con gli amici sono sempre diverse. Perché ognuno ha mille sfaccettature, mille momenti, mille passioni. E quando queste si incastrano ed avvicinano, nascono sempre mille scintille.

Così capita di trascorrere una bellissima serata a casa di amici parlando di tutto e di più. Avete mai affrontato temi come la funzione della pentola a pressione per la polenta e subito dopo l’esegesi dei Dieci Comandamenti? Oppure partire dalla psicoanalisi Freudiana e Junghiana per approdare alla funzionalità delle moto da strada e da corsa? O anche episodi della seconda guerra mondiale e poi tradizioni carnascialesche locali?

Bene, queste sono le cene che mi piacciono, da cui esco con la testa gonfia di idee e di pensieri che non si chiariscono mai abbastanza ma che danno molti spunti per i giorni a venire. Ad esempio, voi cucinereste Freud con la pentola a pressione o preferireste festeggiare il carnevale in sella ad una moto da strada?

5 sensi e tanti amici

Eccoci. Questo racconto è rimasto in sospeso da un po’ di tempo. L’8 dicembre abbiamo fatto un viaggio insieme con gli amici di ruadellestelle. Mancava qualcuno all’appello, ma ci sono stati ugualmente vicini.

Mentre riascolto la colonna sonora del viaggio, mi tornano alla memoria le sensazioni di quei brevi e intensi giorni. Come ogni volta sono tornato pieno di immagini, di parole, di domande.

I mercatini dell’Alto Adige, così carichi di colore, affollati, accoglienti anche immersi da turisti coi cagnolini nella borsetta. Il sapore di alcuni luoghi, la bontà di una marmellata di fragole, il piacere di dormire al caldo, senza la fretta della colazione. Le parole dette e quelle non dette, le cose fatte e quelle non fatte. I cambiamenti che si covano, il nostro quotidiano, quello che ancora ci incatena e quello che invece ci libera. Una camminata in un bosco pieno di foglie che strusciano sotto i piedi, i colori dell’inverno, il freddo che gela la punta del naso, il pane scuro, il colore così intenso del vino, una cena speciale, lo sguardo di chi sta per partire…

Queste sono le cose che porterò con me, nei ricordi.

le punte degli alberi toccano il cielo

E quando siamo tornati, ci hanno organizzato una cena a casa con quelli che non erano presenti, per raccontare, attraverso 5 sensi + 1, il viaggio. Si perché in tutto questo c’era anche un gioco: riportare a casa 5 cose, una per ogni senso, che raccontassero quei giorni in montagna.  Io, da bravo scolaretto secchione che non sono mai stato, ho fatto i compiti. Un mucchietto di foglie di castagno per il tatto e per l’udito, una pagnotta di pane alle noci per il gusto, dei riccioli di cirmolo per l’olfatto, una grande mappa per la vista. Ma se avete notato, c’era anche da portare con sé anche un sesto senso. Beh’ quello l’ho scritto e lasciato nelle mani dei nostri ospiti. Un piccolo segreto da custodire.

A voi porto un bel regalo, se ne avete voglia.

La ricetta del pane alle noci, semplice da rifare, gustoso per tutti e originale per una cena. La trascrivo qui, esattamente come mi è stata inviata da chi ci ha ospitato in montagna:

Ingredienti:
450g. di farina, 50g. di farina integrale, 25g. di lievito, 250g. di noce
tritata, 25g. di burro, 250ml. di acqua, 10g. di sale.

Preparazione:
Disponete tutta la farina a fontana, mettetevi al centro l’acqua tiepida in
cui avrete sciolto il lievito, le noci già tritate, il burro, il sale e
impastate a lungo. Ungete quindi la superficie della pasta con olio d’oliva,
copritela con della pellicola e lasciatela riposare 45 minuti.Dividetela poi
in panetti, disponeteli su una teglia imburrata e lasciateli lievitare
ancora per 45 minuti.Cuoceteli in forno caldo a 220ø per 20 minuti circa.-

Buona fortuna!

E a voi tutti buona giornata!

foto da un viaggio

Eccoci tornati, dopo qualche giorno di vacanza (sempre pochi) e con ancora poco tempo per raccontare le sensazioni. Ma non voglio lasciarvi a becco asciutto ed ecco qui sotto qualche immagine (in realtà ho fatto poche fotografie, spero che gli altri vogliano condividere le loro) fra quelle scattate. Un piccolo anticipo di un breve racconto che arriverà non appena avrò il tempo e le idee più chiare… natale sta arrivando e ci sono sempre molte cose da fare!

Buona settimana (in ritardo)!