Quando una serata ti cambia l’umore

Mercoledì era proprio una giornata no. Lo avevate capito dall’ultimo post, vero? E comunque grazie mille a tutti voi che mi avete risposto ed incitato, tirandomi su di morale!

Ma la vera sorpresa c’è stata mercoledì sera, poco dopo aver scritto qui sul blog quelle poche righe piuttosto pessimistiche. E come in risposta alla mia richiesta di aiuto, c’è stata una cena (rimandata per qualche settimana perché le date non coincidevano mai) con un vecchio amico (la persona che conosco da più tempo a dirla tutta e con cui non mi incontravo ormai da tanto, troppo tempo) e la sua fidanzata e futura moglie.

Una cena ricordando i vecchi tempi, le tante avventure comiche condivise nel corso degli anni a scuola, poi al liceo ed infine anche all’università. Una momento per ricordare tante, tantissime cose, per ridere di quello che abbiamo combinato, per aggiornarsi su tutto quello che è successo nel frattempo.

E fra aneddoti e notizie sulla casa che vanno preparando assieme, sul vestito della sposa, sugli amici comuni e sulla loro vita… alla fine è arrivata una domanda che non mi aspettavo e che mi ha spiazzato ed emozionato così positivamente da ribaltare in pieno tutto il malumore accumulato nei giorni precedenti. E quindi, ecco l’annuncio: si, sarò il testimone dello sposo!!!

Che emozione ragazzi! Prima di tutto ringrazio P. e D. per il grande onore che mi hanno fatto con questa richiesta e subito il mio pensiero è andato ai prossimi mesi. Come aiutare lo sposo a scegliere il vestito giusto, come aiutare (dovesse servire) nei preparativi, come prepararsi all’evento, come … insomma ci sono decine di cose a cui pensare!

E, infine… come mi vestirò? Sono indeciso se cercare un completo in stile John Belushi ne ‘The Blues Brothers’ o se vestirmi come Neo in ‘Matrix’ o se optare ad un più semplice Drugo ne ‘Il grande Lebowski’. Voi che ne dite?

metti una sera a cena con un saggio

Se è vero che le serate davanti alla tv possono sembrare (o essere) tutte uguali, quelle con gli amici sono sempre diverse. Perché ognuno ha mille sfaccettature, mille momenti, mille passioni. E quando queste si incastrano ed avvicinano, nascono sempre mille scintille.

Così capita di trascorrere una bellissima serata a casa di amici parlando di tutto e di più. Avete mai affrontato temi come la funzione della pentola a pressione per la polenta e subito dopo l’esegesi dei Dieci Comandamenti? Oppure partire dalla psicoanalisi Freudiana e Junghiana per approdare alla funzionalità delle moto da strada e da corsa? O anche episodi della seconda guerra mondiale e poi tradizioni carnascialesche locali?

Bene, queste sono le cene che mi piacciono, da cui esco con la testa gonfia di idee e di pensieri che non si chiariscono mai abbastanza ma che danno molti spunti per i giorni a venire. Ad esempio, voi cucinereste Freud con la pentola a pressione o preferireste festeggiare il carnevale in sella ad una moto da strada?

5 sensi e tanti amici

Eccoci. Questo racconto è rimasto in sospeso da un po’ di tempo. L’8 dicembre abbiamo fatto un viaggio insieme con gli amici di ruadellestelle. Mancava qualcuno all’appello, ma ci sono stati ugualmente vicini.

Mentre riascolto la colonna sonora del viaggio, mi tornano alla memoria le sensazioni di quei brevi e intensi giorni. Come ogni volta sono tornato pieno di immagini, di parole, di domande.

I mercatini dell’Alto Adige, così carichi di colore, affollati, accoglienti anche immersi da turisti coi cagnolini nella borsetta. Il sapore di alcuni luoghi, la bontà di una marmellata di fragole, il piacere di dormire al caldo, senza la fretta della colazione. Le parole dette e quelle non dette, le cose fatte e quelle non fatte. I cambiamenti che si covano, il nostro quotidiano, quello che ancora ci incatena e quello che invece ci libera. Una camminata in un bosco pieno di foglie che strusciano sotto i piedi, i colori dell’inverno, il freddo che gela la punta del naso, il pane scuro, il colore così intenso del vino, una cena speciale, lo sguardo di chi sta per partire…

Queste sono le cose che porterò con me, nei ricordi.

le punte degli alberi toccano il cielo

E quando siamo tornati, ci hanno organizzato una cena a casa con quelli che non erano presenti, per raccontare, attraverso 5 sensi + 1, il viaggio. Si perché in tutto questo c’era anche un gioco: riportare a casa 5 cose, una per ogni senso, che raccontassero quei giorni in montagna.  Io, da bravo scolaretto secchione che non sono mai stato, ho fatto i compiti. Un mucchietto di foglie di castagno per il tatto e per l’udito, una pagnotta di pane alle noci per il gusto, dei riccioli di cirmolo per l’olfatto, una grande mappa per la vista. Ma se avete notato, c’era anche da portare con sé anche un sesto senso. Beh’ quello l’ho scritto e lasciato nelle mani dei nostri ospiti. Un piccolo segreto da custodire.

A voi porto un bel regalo, se ne avete voglia.

La ricetta del pane alle noci, semplice da rifare, gustoso per tutti e originale per una cena. La trascrivo qui, esattamente come mi è stata inviata da chi ci ha ospitato in montagna:

Ingredienti:
450g. di farina, 50g. di farina integrale, 25g. di lievito, 250g. di noce
tritata, 25g. di burro, 250ml. di acqua, 10g. di sale.

Preparazione:
Disponete tutta la farina a fontana, mettetevi al centro l’acqua tiepida in
cui avrete sciolto il lievito, le noci già tritate, il burro, il sale e
impastate a lungo. Ungete quindi la superficie della pasta con olio d’oliva,
copritela con della pellicola e lasciatela riposare 45 minuti.Dividetela poi
in panetti, disponeteli su una teglia imburrata e lasciateli lievitare
ancora per 45 minuti.Cuoceteli in forno caldo a 220ø per 20 minuti circa.-

Buona fortuna!

E a voi tutti buona giornata!

cena con idee

Questo fine settimana è stato decisamente interessante. Tutto è iniziato venerdì sera quando qui a ruadellestelle abbiamo iniziato a pensare un progetto con delle nuove foto, visto che il risultato della scorsa settimana ci (vi) è piaciuto. Sabato avevamo una cena in programma in compagnia di molti amici, così abbiamo pensato di approfittarne.

Troppicolori ha preparato dei mini taccuini personalizzati da mettere sul tavolo, accanto ai piatti. Durante la cena ci siamo lasciati il tempo per pensare e per scrivere spunti che avremmo usato successivamente.

La cena è stata bella ed allegra come al solito. Abbiamo riso e scherzato, qualcuno ci ha raccontato le sue peripezie con la moto, altri hanno esultato per un risultato della squadra di calcetto, abbiamo mangiato e bevuto allegramente.

Alla fine abbiamo raccolto i biglietti, messi in una ciotola e abbiamo estratto tre temi a sorte. Domenica mattina ci siamo trovati in un piccolo paese medioevale qui nelle vicinanze, per mettere in pratica le idee della notte prima.

Nel prossimo post vedrete il risultato, intanto vi lascio con qualche spunto rimasto nella ciotola:

riusciamo a far capire alle persone che amiamo, quanto le amiamo?

la speranza è nel futuro

qui e ora

divieto di gatto

le cose che troppo spesso diamo per scontate ma non lo sono

l’infanzia perduta

non c’ho voglia

Ovviamente questi sono solamente una minima parte. Ce ne sono altri tratti da una storia vera, altri ancora che è meglio non pubblicare per il linguaggio troppo esplicito :D

E’ stata una bella serata, in qualche modo diversa dalle solite. La domenica mattina, vinto il sonno che ci lega abitualmente al letto, ci siamo dati appuntamento con i foglietti estratti e la voglia di ‘metterli in pratica’.

Aspettate ancora un poco e vedrete i risultati.

Intanto, buon lunedì!

(ps. questa settimana andiamo incontro ad un week end lungo e pieno di sorprese. Voi rimanete sintonizzati, ce ne saranno delle belle e qualche spiegazione che rimando da tanto tempo)

il confronto

Sapersi confrontare è il modo che ho per crescere ed imparare. 

Questa frase la scrisse tempo fa una persona saggia (parola più, parola meno). E l’amicizia è il modo migliore per confrontarsi e quindi per crescere. Perché alcune volte ci accorgiamo di essere immobili, mentre attorno a noi le persone vanno avanti.

Possiamo crogiolarci nel nostro immobilismo, sentirci a nostro agio, sentirci forti delle nostre convinzioni. Ma in realtà se non progrediamo, semplicemente iniziamo a morire. Tutti i giorni vediamo attorno a noi qualcuno che si ferma. E a dire il vero tutto il nostro paese sembra un po’ immobile (scusate il momento di pessimismo generalizzato, ma dovevate aspettarvelo).

Abbiamo paura di cambiare, di peggiorare la nostra situazione, abbiamo paura di alzare la testa e dire la nostra.

Il cambiamento può essere dietro l’angolo, alla nostra portata e soprattutto sta aspettando solamente noi. Cambiamento nel modo di ragionare, nel nostro affrontare il futuro, nel nostro pensiero. Cambiare strada si può e soprattutto è molto facile. Cosa posso fare oggi per cambiare ancora un poco?

Questi sono pensieri sparsi, ancora poco lucidi, ma sono anche il frutto di una bella cena con gli amici. Cena in cui si è parlato di vita, di vegan, di iniziative cittadine, di twitter; una cena in cui abbiamo mangiato perfino una fonduta di cioccolato con biscotti e frutta. Insomma una cena allegra, di quelle che ti fanno andare a dormire contento e riposato.

la sala alla fine della cena

A breve farò una lista di cose che voglio cambiare, forse potrebbe essere una lista di impegni autunnali o invernali, un Fall/Winter Manifesto, o qualcosa del genere, fate voi.

Voi avete voglia di cambiare qualcosa?

5 novembre

 

A chi il 5 di novembre non dice proprio nulla, fornisco un piccolo aiutino:

Ricorda, ricorda

il cinque novembre,

polvere da sparo, tradimento e complotto.

Non vedo alcuna ragione

per cui la Congiura delle Polveri

dovrebbe mai essere dimenticata!’

Oppure nella sua versione originale:

Remember, remember,

the fifth of november,

gunpowder, treason and plot.

I see no reason

why Gunpowder treason

should ever be forgot!’

E dopo il doveroso omaggio a Guy Fawkes, ecco una foto della mia rivoluzione personale di questa giornata:

verdura fresca dal mercato

Questa è la spesa per la cena di questa sera. La carne sarà pochissima (solo un po’ di tacchino per chi non può farne proprio a meno), il resto sarà solamente verdura e tanta allegria. E chissà che, parlando del 5 novembre, non ci venga qualche idea rivoluzionaria proprio durante la cena!*

E voi come passate il 5 novembre?

*il buon vino ci fa spesso questo effetto!

All’improvviso una cena con gli amici…

Come se fosse una cosa inusuale, qui a Ruadellestelle abbiamo invitato un po’ di amici per una cena insieme. In parole povere abbiamo approfittato di questo ponte di novembre. Elena si è data da fare con una quique di verdure, una salsa con peperoni e olive e miele, ed ha preparato il formaggio; io mi sono buttato sul dolce con una preparazione a base di miele di castagno e rosmarino (a cui ho erroneamente aggiunto troppo cumino).

Tavola imbandita con quique di verdure, formaggi, miele e salsa verde di peperoni

E la vera protagonista della serata è stata la Spalletta che, fetta dopo fetta ha dato il meglio di se ed ha deliziato i palati. Per accompagnare il pasto un buon sangiovese toscano delle zone del Chianti.

la spalletta affettata rigorosamente a mano

Purtroppo del dolce non rimangono nemmeno le briciole e io stesso non ho fatto in tempo a farne una fotografia. Per concludere la serata una calda tisana di colore blu (che ha stupito ed affascinato tutti) o un bicchiere di Anisetta Meletti.

Ma visto che il laboratorio culinario di Ruadellestelle non si ferma, ecco un paio di foto di una serata della settimana scorsa in cui la televisione era spenta (per cause di forza maggiore) e ci siamo cimentati in cucina per qualche piatto a base di zucca.

la zucca trovata fresca al mercato tagliata a cuboni

ravioli di zucca pronti

Adesso se qualcuno volesse aiutarci a mangiare i ravioli che sono rimasti in congelatore, non deve fare altro che autoinvitarsi e portare da bere!

è già venerdì

cena a ruadellestelle

Anche questa settimana siamo arrivati incredibilmente vivi al venerdì (diciamocelo, ci si sente come se fosse sabato..). Per non perdere il ritmo ieri abbiamo organizzato una cena veloce con gli amici per sorridere (#smileriot) e per mangiare alcune delle prelibatezze riportate domenica da Norcia. Nella foto sopra vedete le mozzarelline cotte al forno, il formaggio stagionato ed il ciauscolo (tipico salume fresco spalmabile delle mie zone). Una zuppa di legumi con guanciale, le castagne e il dolce finale hanno completato il pasto. Ovviamente non mancava del buon vino altoatesino.

Ma non perdiamoci in chiacchiere, abbiamo un argomento in sospeso, la terza sfida di ieri.

vaso di troppicolori

Da questo vaso di (Pandora) troppicolori* scaturiscono ogni giorno bigliettini pieni di fantasia. Piccole proposte per rallegrare la giornata o per impegnarsi in qualcosa di nuovo, tanto per non farsi prendere dalla routine. Ad esempio ieri mattina la mia coinquilina (e) ha pescato organizza un aperitivo ed il risultato è stata la cena con gli amici (alle volte ci facciamo prendere la mano). Ma può capitare anche di chiamare un amico che non si sente da tempo, pulire il bagno, fare spesa per tutti e molto altro.

A me è capitato questo biglietto:

pianifica....

E adesso (come dicono ad Oxford) sono cavoli amari :-) Dopo averci pensato per un po’, ho lanciato agli amici un paio di idee su cui lavorare insieme per creare qualcosa di simpatico, qualcosa che abbia un marchio, uno stile tutto nostro. Siccome non siamo nuovi a questo tipo di imprese goliardiche, abbiamo saltato il momento dello stupore (del tipo: ma adesso che gli è venuto in mente?) e siamo passati direttamente a quello della progettazione e valutazione. Ci vorrà un po’ di tempo per affinare le idee, progettarle nei dettagli e metterle in pratica. Ma vedrete progressi e risultati qui sul blog.

Prima di salutarvi vi consiglio di andare al cinema questo fine settimana. Sembra che il film di Sorrentino (This must be the place) sia molto bello ed inoltre esce oggi Bar Sport che a sorpresa potrebbe essere una bella trasposizione di un grande libro di Stefano Benni (se non lo avete ancora fatto leggetelo e rileggetelo) oppure la peggiore delle profanazioni.

 

*Gli ingredienti del vaso di Pandora sono: un vaso decorato secondo la bisogna, piccoli foglietti multicolori, tanta fantasia per riempirli di scritte, sfide, frasi comiche ed affettuose. Per altre informazioni contattate troppicolori.

come si inizia bene un giovedì?

Basta finire molto bene un mercoledì!

E come finire bene un mercoledì? Ecco gli ingredienti fondamentali: una cena fatta con cura, ospiti simpatici, biscotti e una torta cioccolato e ricotta fatta dalla tua coinquilina! (Grazie Elena!)

torta di ricotta e cioccolato

Per completare ci sono ingredienti collaterali come: una corsa di qualche chilometro prima di cena, una sorpresa da organizzare per tutti gli amici, qualche idea che frulla in mente (la corsa aiuta a liberare la mente), l’ultimo spettacolo di Guzzanti in Tv. E il gioco è fatto. Solo una tisana prima di vedere il letto. Buonanotte e buongiorno a tutti.

Ps. Grazie a tutti per i commenti, i collegamenti al blog e i retwitt di questi giorni. Sarà autunno ma questo blog sembra che stia vivendo una nuova primavera. Adesso se riesco anche a fare delle foto lo renderò un po’ più accogliente :-)