Ci sono giornate in cui la mia pazienza si esaurisce. Sono quelle giornate che partono male e finiscono peggio. Oggi non è proprio una di quelle perché era partita bene, anzi molto bene. Mi sono alzato riposato e sono andato in giro prima di partire per il lavoro. Ho anche comperato dei fiori per la mia coinquilina che oggi compie gli anni (non diciamo quanti sono ma sono comunque pochi, beata gioventù).
Poi come se un gatto nero alla guida di una macchina di suore mi avesse attraversato la strada, le cose sono repentinamente cambiate. Sarà che ho saltato il pranzo, passato ore in macchina e in banca a discutere con la sensazione di rimanerci comunque fregato, sarà che mi manca il tempo di fare tutto quello che voglio entro orari notturni plausibili, sarà che è ora di un nuovo sfogo prima che questo diventi solamente un blog di fotografie…
… a voi tocca sopportare un nuovo post delirante.
Come odio gli artisti finto-sofferenti odio le persone strapiene di EGO. Quell’ego che trabocca da ogni poro che li spinge a complimentarsi con se stessi ogni mattina davanti allo specchio per quell’opera incommensurabile che vedono riflessa. Lo so, questo è uno sfogo semplice e sfido chiunque a non darmi ragione. Ma li vedete quelli che riescono a dare una parola figa ad ogni cosa che fanno? Tipo quelle parole inglesi dei pubblicitari più abbietti, in dialetti di altri luoghi, in lingue sommerse dalla storia. Oppure si muovono e vestono come il modello di quella pubblicità o di quell’altra rivista.
E poi quello che dicono… Insopportabile! Intavolano discorsi sul nulla e ti perdi in un mare di parole. Quando riemergi lui sta parlando della farfallina di belen*. Ti immergi di nuovo e dopo mezz’ora senti che sta parlando del tatuaggio che vuole farsi. Poi vai in catatonia autoindotta e quando riapri le orecchie magicamente l’argomento è la sua nuova macchina. Seguono a raffica l’argomento moto, la vendita del suo computer, la ricerca di un cellulare, insulti alle compagnie telefoniche, il lavoro che va male, luoghi comuni sulle donne, il prezzo della benzina, la politica dei ladroni, il modo per non pagare una multa per eccesso di velocità….Scompari ancora ed è tornato a parlare della farfalla di belen*. Ora gli argomenti li hai passati tutti. O gli sputi in faccia oppure prendi la scusa che il tuo cane è malato o che hai il gatto che balla col criceto e dici che devi andare via. Lui ti sorriderà e ti abbraccerà, convinto che queste smorfie facciano di te un amico. Tu fuggi via sicuro di aver stabilito un record personale di sopportazione.
Di tipi come questi ne esistono a pacchi. Capita a tutti di incontrarli e non è questione di quanta famigliarità tu abbia con loro, i discorsi saranno sempre aridi e superficiali. Perché a loro non interessa condividere, ma pavoneggiarsi. Essere lì in quel momento a parlare delle loro cose. Io sono un buon ascoltatore ed ho avuto l’occasione di metterli alla prova. Qualcuno di questi è riuscito a parlare per ore. Di loro, di cose interessanti per loro, di cose attinenti a loro. Senza chiedersi nemmeno per un attimo se io ero lì presente. Ne sono uscito con l’opera summa dei fatti loro degli ultimi anni senza aver avuto modo di aprire bocca.
Una volta ho persino assistito ad un rarissimo scontro fra una formazione di egocentrici allo stato assoluto contro una formazione di oche svampite da competizione. Considerate che sono passati anni ed ancora ho gli incubi. Magari un giorno ne parlerò qui sul blog, così avrete anche voi di che rigirarvi nel letto senza riuscire a dormire.
Ecco, grazie di aver sopportato lo sfogo… ma a voi ‘sti tipi non li odiate almeno un po? Non vi sono mai capitati vicino? Noooooo? Ma che fortunati!
*si, ho scritto la parola belen qui sul blog. mi ero ripromesso di non farlo ma è stato un facile esempio per indicare il punto più basso della specie umana. insulti a piacimento.